Ocse: scuola
italiana sotto la media, ma migliora in matematica. E il Sud resta indietro
Nell'indagine sulla
preparazione scolastica, basata sui test del 2012, gli studenti rimangono sotto
la media dei paesi più industrializzati ma recuperano rispetto ai dati
registrati negli ultimi anni - SALVO INTRAVAIA
03 dicembre 2013
ROMA - Quindicenni italiani in leggera
crescita nei test Ocse-Pisa 2012. Ma restiamo ancora sotto la media Ocse e ai
margini dei paesi industrializzati. Questa mattina, l'Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico ha assegnato le pagelle in Lettura,
Matematica e Scienze agli adolescenti di mezzo mondo: 65 paesi o economie
diverse. E gli italiani, nonostante i miglioramenti rispetto all'edizione del
2009, arrancano ancora parecchio. Ogni tre anni, il Pisa (Programme for
International Student Assessment) focalizza la propria attenzione su uno dei
tre ambiti indagati: nel 2012 è stata la volta delle competenze in Matematica,
dove ci piazziamo al 32° posto con 485 punti in media. Restano ancora
tanti - forse troppi - i quindicenni al di sotto delle
competenze minime in questo ambito - un quarto del totale
- e troppo pochi quelli che si piazzano ai livelli più alti, al livello 5
e 6, dove troviamo appena il 9,9 per cento degli studenti italiani.
Al top, come ormai avviene da diversi anni, ci sono i quindicenni cinesi
della provincia di Shanghai, con la stratosferica media di 613 punti e il 55
per cento ai livelli di competenze più alti, seguiti dai compagni di Singapore,
Hong-Kong e Taipei. I primi europei sono gli studenti del piccolo
Liechtenstein, seguiti da svizzeri e olandesi. Ma gli italiani, quest'anno, si
tolgono la soddisfazione di sopravanzare i quindicenni statunitensi e svedesi.
Il ministro Carrozza, che ha partecipato alla presentazione inviando un
videomessaggio, ha espresso soddisfazione non nascondendo la preoccupazione per
le aree italiane, soprattutto quelle meridionali, che esprimono performance
ancora molto al di sotto della media Ocse.
Anche in Lettura e Scienze si registrano dei miglioramenti. L'Italia si
piazza al 31° posto per competenze in Scienze dei propri quindicenni, con 494
punti, migliorando il 35° piazzamento del 2009 con 489 punti. Stesso discorso
in Lettura - dove ci piazziamo al 26° posto, tre posti al di sopra
del 2009 - con 490 punti. La media Ocse non è lontana: 496 punti in
Lettura, 494 in Matematica e 501 in Scienze. Ma la media tiene conto di paesi
in via di sviluppo - come la Tailandia e l'Argentina -
con performance molto sotto la media Ocse: 375 e 388 punti in Matematica
rispettivamente. E' nel confronto con i paesi industrializzati che l'Italia
perde la partita. La Germania ci surclassa - 514 punti in
matematica, 508 in Lettura e 524 in Scienze - ma anche Francia e
Regno Unito ci danno diverse lunghezze in tutti e tre gli ambiti.
Per coloro che vogliono invece vedere il bicchiere mezzo pieno basta
confrontare le performance dei quindicenni italiani nel 2012 con quelle del
2009. L'Italia, sottolinea l'analista dell'Ocse Francesca Borgonovi, è uno dei
pochi paesi europei a migliorare le proprie performance in tutti e tre i
settori. E anche la sperequazione tra i risultati di coloro che si piazzano ai
livelli più alti e i compagni che non riescono a raggiungere neppure i livelli
minimi di competenze si sta riducendo. I dati Ocse, sottolineano dal
ministero, evidenziano anche un aspetto molto importante per la politica
italiana in tempo di crisi. Non solo è infatti la spesa complessiva
nell'istruzione che determina i risultati. Insomma, non è la quantità dei fondi
destinati alla scuola che determina il successo ma come si spendono questi
soldi. L'Italia ha infatti tagliato almeno 3 miliardi di euro negli ultimi 5
anni migliorando ugualmente i risultati.